Come riconoscere il pesce fresco?

Come riconoscere il pesce fresco?

Per riconoscere il pesce fresco, bisogna fare attenzione ad alcuni aspetti facilmente identificabili. Madre natura ci ha fornito degli ottimi “rilevatori” naturali: VISTA, TATTO e OLFATTO.

L’odore è il primo campanello di allarme, il pesce inizia ad emettere odori sgradevoli non appena inizia la fase di deterioramento, ma a volte può capitare che l’odore non sia poi così pungente, meglio stare molto attenti e proseguire con l’analisi. Fate attenzione agli occhi!

L’occhio del pesce deve essere convesso, fate attenzione se è “bombato”. Altra caratteristica è la trasparenza della cornea, se gli occhi sono opachi non è assolutamente fresco! Fate caso al colore, altro fattore molto indicativo.

Il pesce fresco, presenta un colore metallico, branchie rosse e umide, se il colore di queste ultime tende al giallo, passate al prossimo pesce. Al tatto il pesce fresco è sodo ed elastico, basterà schiacciare il dito sul pesce stesso: se rimarrà la forma del dito vuol dire che non è fresco oppure è congelato.

Il pesce congelato perde l’elasticità, ma ciò non accade se il pesce ha seguito ogni passo della catena del freddo. Il pesce fresco è rigido a temperatura ambiente, quasi tende a disegnare un arco.

Se vi trovate già a lavorare il pesce, un’altro indicatore di freschezza è dato dal colore della colonna vertebrale, se è bianca continuate pure a cucinare ma, se si presentasse con un colore tendente al rosso attenzione: più è rossa e più il pesce è vecchio.

Passiamo adesso ad altri abitanti del mondo marino: Gamberi freschi: il colore è importante, deve essere un rosso vivo con una polpa soda. Fate attenzione a come si stacca la testa dal corpo, la freschezza è direttamente proporzionale alla forza che dovete impiegare per separarla.

Un trucco utilizzato al mercato ittico è proprio quello di presentarli già senza testa! Cozze, ostriche e vongole fresche: per tutte loro il primo campanello d’allarme è dato dal guscio, se è chiuso sono fresche, se è aperto buttatele.

Ulteriore controllo è quello di aprirle e sentire l’odore dell’acqua intrappolata al suo interno, se puzza evitate di consumarle. Vongole, cozze e ostriche vanno acquistate sempre chiuse, diffidate da chi be le offre già aperte. Polpi, seppie e calamari: La loro superficie deve essere lucida, umida e fresca.

Il colore deve essere bianco nerastro oppure rosa sfumato ma mai tendente al giallo o peggio ancora viola! Questi sono dei pratici consigli da tenere sempre a mente, così da evitare sgradevoli sorprese come una intossicazione alimentare.